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Curiosita'
Bus e tram: donne al volante, crescita costante
211 autiste su 2800 conducenti. In un anno 50% in più

211 donne su 2800 conducenti, pari al 7,5 % del totale degli autisti GTT. Dall’inizio del 2007 le addette alla guida sono 67 in più, un aumento del 50% con un’età media di 33 anni e 4 mesi. Nel 1999 erano soltanto 43, in meno di dieci anni si sono quindi quintuplicate. Anche negli altri settori aziendali le quota rosa sono aumentate per un totale di 766 donne.

Un cambiamento aiutato anche grazie ad alcune innovazioni introdotte da GTT. Innanzitutto durante la fase di selezione: in base alle richieste pervenute si cerca sempre di avere almeno la metà dei convocati di sesso femminile. Anche l’organizzazione del lavoro si è adattata ad esempio evitando alle conducenti i turni notturni.
Per la partecipazione alle selezioni i requisiti minimi sono: cittadinanza comunitaria europea ed età non superiore ai 40 anni, patente di guida di categoria D o DE, certificato di abilitazione professionale di tipo KD, licenza media per i cittadini italiani o titolo di studio equipollente per i restanti cittadini comunitari. Per informazioni sulle modalità di selezione www.gtt.to.it
 
 
 
L'ESPERIENZA DI DUE AUTISTE
 
Silvana Somma, 35 anni, sposata e mamma di una bambina di 8 anni, autista GTT da 4 anni.
Nessun dubbio a scegliere un lavoro che è tipicamente maschile? Nessun rimpianto per le esperienze precedenti? Nessun rimpianto, anche perché a me piace guidare. Prima ho avuto esperienze lavorative molto diverse tra loro, dalla parrucchiera alla magazziniera, dove guidavo i muletti.
Com’è il rapporto con i passeggeri? E con i colleghi? Ho un ottimo rapporto con i colleghi. I loro consigli sono molto preziosi. Non è stato semplice all’inizio. Il più piccolo dei bus è 12 metri. Anche con i passeggeri mi trovo bene. Con alcuni clienti abituali ormai si è creata un’amicizia. Quando non mi incontrano chiedono ai miei colleghi informazioni su di me: che turno faccio o su quale linea sono. Ma questo capita anche ad altri autisti.
Cosa hai scoperto della città facendo questo lavoro? Che è una città frenetica, caotica. Hanno tutti fretta e forse più del necessario.
In famiglia chi guida l’auto? Sia io che mio marito, ma quando guida lui sono apprensiva e gli dico di andare piano.
E’ un lavoro che si concilia facilmente con la tua vita privata? Il problema è se lavoro sabato o domenica, cioè quando mia figlia non è a scuola e quindi potremmo passare più tempo insieme. Ma questo è un lavoro che comunque mi permette di essere presente.
 
Pina Cardaropoli, 39 anni, è autista dei mezzi pubblici GTT da 5 mesi. Prima ha lavorato come commessa e commerciante ambulante.
Perché hai scelto il lavoro di autista? Mi è sempre piaciuto guidare, in particolare i veicoli grandi, e quando ho saputo che GTT cercava autisti ho colto al volo questa opportunità
Cosa ti piace di questo lavoro? Mi piace soprattutto perché è un lavoro autonomo ed è a contatto con il pubblico.
Com’è il rapporto con i passeggeri? Ottimo, finora sono sempre stata rispettata da tutti. Talvolta qualcuno si mette vicino alla cabina guida e mi osserva, ma nessuno mi ha mai detto nulla.
E con i colleghi? Positivo, fin dall’inizio mi sono trovata bene, i colleghi più anziani mi danno molti consigli e questo mi fa piacere perché c’è sempre da imparare.
Hai incontrato delle difficoltà? All’inizio è stato difficile ricordarsi i percorsi delle diverse linee. Ma le difficoltà maggiori dipendono dal comportamento di certi automobilisti, quelli che lasciano l’auto in doppia fila o non danno la precedenza. Vorrei che capissero che condurre un autobus è diverso da guidare una macchina e che avessero un po’ più di comprensione.

 

08 mar 2008